domenica 25 gennaio 2015

Canederli di pane di grano saraceno su vellutata di patate e verza


Sono una patita del riciclo, sono la paladina del “non si butta via niente”!
Chi mi conosce lo sa, chi è invitato a casa si aspetta di trovarsi nel piatto qualcosa a cui gli ho cambiato il corso del destino.
Il pane è uno di questi, il pane a casa mia è il principe del riciclo con gnocchi, torte e polpette.
E il canederlo da me non era un forestiero.
Monica del  blog One in a Milion, vincitrice dell’Mtc n 43, non poteva rendermi sfidante più felice!
Quando avevo letto nel regolamento che non c’erano limiti per il numero di ricette, subito in me c’è stato quel fervido fremito del genere “m’illumino d’immenso
Avevo pensato di provarne minimo tre/quattro versioni. Un paio sicuramente ispirate a dei piatti della mia Campania e poi a ruota libera con quello che mi suggeriva l’istinto.
Ma questo mese mi ha tenuta davvero impegnata oltre tutte le mie aspettative. Tralasciando le solite piccole grandi incombenze che ultimamente mi stanno tenendo lontana anche dal mio amato blog, finalmente ho concluso con il trasloco che mi stava letteralmente assorbendo tutte le energie.
E’ un’elaborazione pari a un lutto, è uno stravolgimento di tutta una vita che ormai sembrava aver preso il suo corso ed essersi stabilizzata con quei format così precisi.
Ma poi ti ritrovi a dover tutto riorganizzare, a studiare, valutare finché non arrivi sfinito al termine di tutto.
E quello che è stato penalizzato di più è la cucina, salvo qualche impegno su altri fronti a cui ho dovuto assolvere a tutti i costi, delegando a mia madre l’incombenza di provvedere a tutto.
Ma i canederli, come dicevo, fanno parte di quelle ricette che preparo con piacere, quelle ricette che al solo pensiero ti confortano e ti gratificano.
Appena saputo il tema feci la ricetta di Monica passo passo, senza cambiare una virgola e come pensavo, riuscita la primo colpo!
Lei raccomanda di saggiare, di fare una prova cottura, ma io a istinto andai a colpo sicuro, fiduciosa della buona riuscita; e così fu e così è stato questa seconda volta.


Per il brodo
500 g di verza
300 g di patate
1 carota
1 cipolla
2 coste di sedano
5 grani pepe nero
100 g di gambetto di prosciutto crudo
1 cucchiaio di sale grosso
2 lt di acqua

Mettere in una pentola dai bordi alti tutte le verdure tagliate a pezzi grossolani, il prosciutto crudo e il sale.
Portare a bollore e lasciar cuocere semicoperto per un paio di ore.
Prelevare verza e patate e tenere da parte; colare il brodo per eliminare il resto delle verdure e rimetterlo in pentola

Per la vellutata
Verza e patate prelevate dal brodo
2 scalogni
1 spicchio di aglio
100 g di burro
1 piccolo peperoncino
sale

In una casseruola sciogliere a fuoco dolce il burro, aggiungere lo scalogno, lo spicchio di aglio e il peperoncino e lasciar imbiondire. Aggiungere la verza e le patate, salare e infine coprire con un po’ di brodo. Far cuocere una mezz’oretta poi con il frullatore a immersione ottenere una vellutata da tenere in caldo.

Per i canederli
300 g di pane raffermo
200 ml di latte intero
2 uova
130 g di provolone piccante
100 g di mortadella al pistacchio
1 cucchiaino raso di sale fino
1 pizzico di pepe
1 cucchiaio colmo di farina
Parmigiano

Ridurre il pane a piccoli dadini e porlo in una ciotola; battere le uova con il latte e versare sul pane. Lasciar riposare una ventina di minuti mescolando per un paio di volte. Impastare saggiandone la consistenza che deve essere morbida ma non appiccicosa.
Con un coltello tritare il formaggio e la mortadella, aggiungerli al pane ammorbidito, aggiungere il sale, il pepe e la farina. Impastare e aggiungere la farina. Compattare e formare le palline
Cuocerli nella pentola con il brodo, senza ammassarli, per 5 minuti.
In un piatto fondo versare un mestolo di vellutata, adagiarvi sopra 4 canederli e completare con una spolverata di parmigiano.
 


2 commenti:

  1. Antonietta, anche io come te ho sperato di riuscire a farne più di una versione e a dire il vero nella mia mente la seconda versione era già pronta. Ma questo mese mi ha vista assorbita completamente in vari impegni che mi hannop tenuta lontana dalla cucina e mi hanno lasciato solo qualche giorno per provare. La tua versione, come la mia, parla di montagne e nel tuo caso parla di Valtellina :) Ci ritrovo quasi tutti gli abbinamenti dei pizzoccheri e questa cosa mi piace parecchio. Mi pare di sentirne il profumo da qui :)

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  2. Quel pane scuro ed aromatico è bellissimo, e rende ancor più caldo questo tuo piatto profumato.
    Il riciclo sta alla base, senza sottrarre né sapore né unicità.
    Il formaggio morbido accompagna la mortadella, in un connubio di oleosità saporita equilibrata dal pane, che compatta e gli dona quell'interno ben fatto. Il brodo è caldo, invernale, le cui verdure intelligentemente si riciclano in una vellutata densa di aromi con l'aggiunta di picchi di sapore.
    Grazie Antonietta!

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