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giovedì 23 agosto 2012

Confettura di fichi all’anice stellato


Questa confettura l’ho fatta con i fichi di Elio…….ah già forse non tutti sapete chi è Elio, quindi devo raccontarvi tutto!
E’ un uomo con i capelli bianchi ( non immagino quanti anni abbia, perché la sua giovialità trae in inganno), abita in un tranquillo paesino della provincia di Salerno, è  amante della compagnia, della buona tavola, dei cibi semplici, del vino buono, degli affetti familiari, dei ricordi e di tutto ciò che è carico di vita.
E’ una di quelle persone che difficilmente dimentichi: ti meravigli quando lo incontri e te ne fa andare via carico di tutto ciò che quell’incontro ti lascia.
E’ il papà di Spery…….


Era da tempo che desideravamo dare un volto a questa amicizia virtuale, perché guardando attraverso quel “buco della serratura”, che sono i nostri blog, ci sentivamo così affini, così pieni di interessi in comune da voler condividere, che non potevamo più aspettare.
Approfittando del suo ritorno a casa dai genitori, una tranquilla villetta di campagna, l’ho raggiunta insieme a Pasquale e Valeria; stessa sensazione di altri incontri precedenti: sembrava di aver rivisto la mia amica di sempre, quell’amica che non vedevo da tempo e che non vedevo l’ora di riabbracciare.


Trasparente e solare, si è confermato tutto quello che ho imparato di lei e grazie a lei attraverso il suo blog.
Un incontro dove non potevano mancare le nostre specialità, i nostri piatti forti, ciò che più ci contraddistingue e che ci rappresenta.
I padroni di casa ci hanno offerto tante delizie del loro orto, tra cui delle linguine con dei fagiolini lunghi e pomodorini; Spery, i suoi stupendi lievitati salati con la pasta madre, ovviamente il babà, perfetto, alto, spugnoso e una magnifica millefoglie decorata con  il logo della nostra futura associazione,  Foodblogger Campani. Quando ho dato una sbirciata veloce in frigo, di nascosto dagli altri due, mi è quasi scesa una lacrima dall’emozione!
Valeria, da poche ore di ritorno dalla Sicilia, ci ha deliziato con dei cannoli freschissimi e delle paste di mandorla di cui ne ho fatto una bella scorpacciata. Quando l’ho chiamata per avere la conferma definitiva del suo arrivo, avevo le dita incrociate e nonostante la voce rauca, sintomo del suo raffreddore e presagio di una risposta negativa, ho esultato quando ho capito che erano tutte inutili paure le mie; infatti stanca e un po’ assonnata ha fatto di tutto per essere con noi: Grande Valeria, altro che murzillo!
Pasquale ha portato le basi per il suo indimenticabile risotto alla crema di scampi flambè (ahinoi, fatto precedentemente a casa). Mi ha chiesto che lo preparassi io per goderselo per bene, una volta tanto.
Infatti molte volte quando prepariamo un piatto non riusciamo a gustarcelo quanto i nostri commensali, perché la preparazione di esso sembra che ci neghi questa possibilità.
E io? Ovviamente la mozzarella; tutti se l’aspettano dovunque vada! Però, nonostante è perfetta mangiarla in purezza, voglio sempre metterci un tocco personale. Ho farcito delle strisce di sfoglia di mozzarella con crudo e fichi (di Elio) facendone dei rotolini e cosparsi di miele di castagno.
Avremmo voluto tanto anche la presenza di Guerino, che già fa parte di questa nostra brigata: una telefonata e un giro di saluti non poteva mancare.


Che dire? La serata è stata intensa e piacevole, si è stati bene insieme, si è parlato di tutto, è stata una ricchezza che ci siamo scambiati a vicenda. Esperienze come queste te le porti dentro per sempre perché sai che sei stato con persone(compresi i nostri compagni di vita, che ci sostengono sempre) che veramente capiscono e apprezzano quello in cui credi e che ami fare.
E la mia marmellata? La dedico ai genitori di Spery, perché è dai frutti che si riconosce l’albero e se si raccoglie bene è perché si è seminato bene…….GRAZIE‼‼


Ingredienti
500 g di fichi neri
350 g di zucchero di canna
1 mela
4 frutti di anice stellato
La buccia di 1 limone

Preparazione
Mettere in una pentola i fiche e la mela lavati e tagliati a pezzi ma senza sbucciare. Aggiungere lo zucchero di canna, la buccia di limone tagliata sottile, facendo attenzione a non prendere la parete bianca, e l’anice stellato. Coprire e lasciar cuocere a fuoco dolce per 45 minuti.
Passare tutto attraverso il passaverdure, mettere nei barattoli di vetro precedentemente puliti e asciugati e chiudere con tappo a vite.
Sistemarli in una pentola, coprirli con uno strofinaccio, aggiungere acqua calda e portare a ebollizione per 10 minuti. Togliere i vasetti dall’acqua quando sono tiepidi.


Note personali
In qualsiasi marmellata o confettura aggiungo sempre una mela, perché questa contenendo pectina favorisce la consistenza gelatinosa.
Lo strofinaccio permette che i barattoli non si urtino durante l’ebollizione, con il rischio di rompersi.

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